OTTAVIA,TRIONFALE - LUGLIO 2016

Ottavia, il nome con il quale è conosciuto il territorio di questa recente urbanizzazione di Roma, è un omaggio all’Ipogeo del III sec. degli Ottavi dove furono sepolti il padre Octavius Felix e la figlia Octavia Paolina, rinvenuto al momento dei lavori di sbancamento per la costruzione di alcuni edifici abitativi.  

 

Nella mappa del territorio romano Ottavia è identificata come la 50esima zona dell’Agro romano, così viene citata nel toponimo delle zone rurali avviate all’urbanizzazione negli  anni  ’30, e sviluppatosi nei primi anni posteriori alla Seconda Guerra Mondiale sul territorio a nord-ovest di Roma a ridosso dell’attuale Grande Raccordo Anulare.

Questa classificazione toponomastica mi consente di fare un veloce e curioso excursus su quello che fu lo sviluppo del territorio di influenza della città di Roma.  Muovo da molto lontano, dagli angusti confini della nascente città tracciati faticosamente con l’ aratro sulle spalle dal mitico Romolo; confini ristretti, simbolici,  ma con la ferma volontà di ampliarli a dismisura.  Egli, come discendente di uno degli Dei dell’ Olimpo, il divino Marte, non esitò a lanciarsi nella realizzazione della “Divina volontà” dell’affermazione della romana Universalità conquistando, prima, le più antiche città sorelle come Alba Longa e Preneste per poi lasciare ai suoi successori la continuità dell’impegno di proseguire il “Divino disegno”.  Con l’avvento della Repubblica, Roma arrivò a detenere un territorio smisurato, esteso in tutta Europa e in parte dell’Asia, vastissimi territori conquistati che la Repubblica romana dichiarava “Ager Publicus” (l’equivalente degli attuali terreni demaniali)  i quali venivano gestiti direttamente dallo Stato romano. Roma divenne così un gigantesco territorio in continua espansione.  Fu il…quasi imperatore (egli declinò sempre questa carica) Augusto, ultima rappresentazione dell’agonizzante istituzione Repubblicana, che delimitò il territorio d’influenza della città di Roma stabilendone la municipalità all’interno delle cento miglia (un miglio romano equivale a circa 1500 metri) di ogni via Consolare che si dipartiva dalla città e costituì la carica di Preafectus Urbis con l’incarico di  governare il territorio. Dunque, il termine Agro Romano venne in seguito a delineare l’estensione di quei terreni (rurali) che costituivano il territorio di pertinenza alla Municipalità romana. Questi terreni agricoli (con le genti che vi vivevano) rappresentarono, nei secoli, la vera ricchezza delle grandi famiglie aristocratiche e dell’organizzazione del Clero che ne ottennero la proprietà con la formazione del Sacro Romano Impero, e che ne sfruttarono economicamente i prodotti agricoli decretando così l’avvento della “rendita fondiaria”.  Una personalità emblematica dell’Aristocrazia, che prendo come esempio, in quanto espressione di quella “Classe” detentrice di quei possedimenti terrieri riconducibili allo sviluppo del Suburbio e “residente” su quello che è divenuto l’attuale territorio di Ottavia, è il Principe Prospero Colonna. 

Figlio di Giovanni Andrea I Colonna, aristocratico che vantava diversi titoli nobiliari quali:  Principe di Paliano, Duca di Tagliacozzo, Principe di Avella, Principe di Sonnino, Duca di Marino, Duca di Tursi, Marchese di Giuliana, Conte di Ceccano, Barone di S. Caterina, Gran Connestabile, etc. etc…, titoli  che non erano affatto onorifici come quello lusinghiero di “Principe al Soglio Pontificio” accreditatogli dal Vaticano, ma gli assicuravano delle copiose rendite oltre al dominio sociale.  Don Giovanni Andrea I Colonna convogliò poi a nozze con Donna Isabella Alvarez De Toledo, figlia ed erede di Don Pedro Alvarez De Toledo D’Alcantara Duca de Medina Sidonia, ampliando così le proprietà familiari, e da questa unione nacque, come terzo genito nel 1858 , il Principe Prospero Colonna il quale, ed ecco puntuale il riferimento al territorio, tra i titoli nobiliari e le estese proprietà ereditate deteneva anche quella denominata della “Tenuta Lucchina”, la quale racchiudeva gran parte del territorio sul quale in seguito si sviluppò la zona Ottavia, adibita a sua residenza estiva.

Il Principe Prospero Colonna, oltre ad essere un facoltoso possidente terriero, ricoprì le cariche prima di Parlamentare e poi di Senatore del Regno d’Italia ma, seguendo il collegamento con il territorio di Ottavia, fu anche Primo cittadino di Roma per ben due volte, la prima dal 1899 al 1904 , la seconda dal 1914 al 1919. Queste cariche istituzionali ricoperte risultarono importanti per quello che fu lo sviluppo del territorio in quanto, oltre ad amministrare la città, Prospero Colonna partecipò ad una importante operazione parlamentare : “la legge speciale per la Capitale” elaborata dall’allora capo del Governo Giolitti ed approvata dal Parlamento del Regno d’Italia nel 1904. Il Colonna, in qualità di Sindaco, si spese molto per la città attuando diversi interventi di “ammodernamento della viabilità” ed arrivò anche ad accettare l’assegnazione alla città di  Roma dell’onorifico accredito da parte del Comitato Olimpico guidato dall’emerito Pierre De Coubertin, di organizzare la IV edizione delle Olimpiadi salvo poi, per la ragione del dissesto finanziario nel quale versava la città (che il Sindaco ben conosceva, visto che ancora non si era attutito lo Scandalo della Banca Romana) a rinunciare all’organizzazione dei Giuochi Olimpici (i quali furono poi ospitati nel 1908 a Londra). Questo impedimento lo motivò a dimettersi dalla carica di primo cittadino.  La sua attività istituzionale nella qualità di Senatore del Regno d’Italia gli consentì comunque di avviare molti contatti agendo attivamente nel campo politico. Fu un Interventista convinto per l’ingresso dell’Italia nel conflitto della I Guerra Mondiale e nel secondo mandato da Sindaco perorò  la conquista della città di Fiume dando ospitalità a D’Annunzio per l’infuocata orazione declamata nel 1919 al Popolo romano da piazza del Campidoglio. Terminato il suo secondo mandato di Sindaco ed entrato in forte contrasto con il Governo, sostenne il nuovo nascente movimento politico Fascista e vide con favore la trasformazione, operata dal nuovo Governo Mussolini, della Municipalità romana in Governatorato posto alle dipendenze del Ministero degli Interni. Numerose furono le cariche ricoperte da Prospero Colonna, tra le altre riporto quelle di: Gran Balì dell’Ordine di Malta, membro dell’Accademia di S. Luca, Vicepresidente della Società Italiana per il Gas, Presidente del Consiglio di amministrazione dell’Istituto romano di beni stabili... Tutto ciò mantenne la sua famiglia, ed i suoi interessi, al centro dell’azione di sviluppo in atto nella città, un protagonismo caratterizzato anche nella continuità dinastica nell’amministrazione della città con suo figlio Piero, nato nel 1891 ed Iscritto al P.N.F. sin dal 1921, il quale ricoprì la carica di Governatore di Roma dal 1936 al ’39 (sotto la sua amministrazione furono realizzati gli sbancamenti per la realizzazione di via della Conciliazione e dell’odierno quartiere EUR allora E42) e che, in qualità di Governatore, organizzò delle suntuose pubbliche onoranze funebri alla morte di suo padre avvenuta nel 1937. Un dovuto tributo per una così elevata personalità che tanto si era spesa per l’amministrazione della “cosa pubblica”.  In Senato, in merito al compito di guida sociale che la Classe aristocratica era tenuta a compiere, Prospero Colonna dichiarò : “il Popolo guarda spesso, come a modello, a coloro che per ricchezza, per titoli e per lustro familiare è abituato a tenere in considerazione”.  Qualche dubbio in merito lo manifestò già allora il capo del Governo Giolitti il quale, al momento dell’iniziativa della legge “Speciale per la Capitale” così si espresse : “Roma è città Sacra, cioè terribile, non scherziamo su di essa. Atterrati questi amministratori ne troveremmo di peggiori”.  Era il 1904,  ed il riferimento era agli scandali finanziari romani. Oggi, con il percorso civile realizzato e la capacità di guardare criticamente al nostro presente e passato possiamo affermare che quei Titolati non furono dei modelli sociali particolarmente istruttivi.

 

Agostinelli Iorise.