MONTESACRO ALTO-NOVEMBRE 2017

Le immagini sono evocative, lo sappiamo, possono innescare collegamenti di idee e riflessioni a volte chiarificatrici, è ciò che è capitato casualmente a me mentre indifferentemente osservavo scorrere i fotogrammi di un vecchio film dai contenuti un poco retorici e stantii. Vi domando : “c’è qualcuno che ricorda il film Ladri di biciclette?”

Non credo molti, forse qualche appassionato cinefilo o distratto studente di lingua e cultura italiana costretto a vedere il susseguirsi di fotogrammi di quella ormai storica filmografia di genere definita “Neorealismo” che portò all’attenzione internazionale il cinema italiano; malgrado ciò, pur nell’oblio della memoria io, per scrivere del territorio di Monte Sacro Alto, popolarmente conosciuto come quartiere Talenti, sono stato inaspettatamente sollecitato proprio da alcuni fotogrammi del premiato film di Vittorio de Sica. A molti apparirà, a ragione, un connubio inusuale, però a me succede di essere sollecitato dalle cose più diverse ed apparentemente lontane o contrastanti, esse mi consentono di fornire una differente prospettiva o semplicemente rendere delle fantasiose o chissà, realistiche (ad ognuno il proprio giudizio)  ricostruzioni di eventi. Ciò che ha fatto scattare in me il collegamento mentale che vado ad esporre, è emerso da una sequenza a largo campo (così è definita una particolare ripresa cinematografica) del film citato, la quale mostra un mezzo di trasporto con su, ben visibile, la scritta “Anonima Società Tudini & Talenti”. 

Quegli apparentemente insignificanti fotogrammi mettevano  un… “bruscolo nel mio occhio destro”; il conseguente fastidioso prurito mi ha costretto ad una sofferta visione d’illuminati schermi di odierni strumenti elettronici nei quali sono apparse notizie tali da farmi subodorare la possibilità dell’esistenza di un legame tra il mezzo di trasporto della Società Tudini & Talenti apparso nella ripresa cinematografica e l’evoluzione del territorio del quartiere di Monte Sacro Alto.                                                    

 Il sospetto scaturiva dalla domanda che mi ero posto: “perché la scena del film con la chiara immagine “pubblicitaria” della scritta Società Tudini & Talenti che attraversa l’intero schermo non era stata tagliata?” Rinfocato in me l’ardore del ricercatore, seppur limitato dal fastidioso bruscolo nell’occhio, ho inforcato la lente del detective e mi sono messo su delle tracce che potessero supportare il mio intuito e mostrare l’esistenza di un legame tra il nascente territorio Talenti, i soggetti privati protagonisti della sua edificazione e la stessa Municipalità capitolina del tempo.  Seguendo le pubbliche impronte rintracciabili riguardanti la Società Anonima Tudini & Talenti ho ricavato che questa venne formata nel 1924 dall’ingegnere Giuseppe Tudini ed il signor Achille Talenti, e questa società in poco tempo si fece largo nella selva delle concorrenti romane. Ottenne molto credito dalle istituzioni pubbliche seguendo le truppe dell’esercito Italiano fascista nelle campagne di guerra in svolgimento in Albania e Grecia ricevendo vari incarichi e realizzando sui territori conquistati opere sia militari che civili. Assunse così una importanza di primo piano nell’edilizia civile ed a Roma costruì molto, riuscendo ad aggiudicarsi commesse pubbliche rilevanti, come ad esempio : la realizzazione del ponte di Mezzocamino alla periferia di Roma, oggi dichiarato “Monumento Nazionale”, l’Ippodromo delle Capannelle, dove ogni anno ancora si svolge il “Premio Tudini”, gran parte delle opere della nascente città Pontina di Sabaudia, partecipò agli scavi romani che portarono alla luce i resti del Mausoleo di Augusto, ai lavori per la realizzazione di via della Conciliazione ed alla sua pavimentazione etc. superando sempre la concorrenza di altre importanti società romane e non; questa preferenza generò le lagnanze di non poche società concorrenti che sibilarono sulla possibile collusione della Società con alte personalità della politica e del Clero cittadino, ci furono anche denunce ma c’è da sottolineare che le accuse potessero essere frutto dell’invidia professionale e dunque, ricadere nella calunnia. Dalle molteplici e differenti informazioni che si ricavano dal Web e da articoli e libri pubblicati, una di esse viene universalmente condivisa e risulta chiara su tutte, nel periodo della speculazione edilizia romana la “Anonima Società Tudini & Talenti” ricoprì un ruolo non secondario e, da una inchiesta dell’Espresso del 1955 dal titolo “Capitale corrotta=Nazione infetta” si ricava che la Società Tudini & Talenti risultava, ancora negli anni 50 del ‘900, tra le più attive sul circuito dei costruttori romani, ma soprattutto, riguardo alla mia ricerca del possibile legame tra il quartiere di Monte Sacro Alto ed il nome Talenti, risulta determinante la notizia che in quella metà del ‘novecento, nasceva la società S.I.R.A. (società italiana per il risanamento agricolo) costituita da Achille Talenti (socio della Tudini & Talenti) che riuscì a lottizzare (senza l’approvazione dell’amministrazione del sindaco di Roma S. Rebecchini) prima, 150 ettari, su di un totale di 350, della sua proprietà limitrofe all’urbanizzata “Città Giardino Aniene”, ed in seguito all’adottato piano regolatore del 1955  dalla nuova Amministrazione comunale, ottenne l’immissione dei restanti 200 che moltiplicarono di valore, così sorsero le prime palazzine in via Ettore Romagnoli e lungo viale Jonio.

Con il nuovo piano edilizio approvato, la società SIRA ottenne il pagamento degli oneri di urbanizzazione e mantenne il monopolio della gestione dei servizi conseguendo anche l’appalto dei trasporti e della raccolta dei rifiuti. Certamente l’esperienza più che ventennale nel mondo delle costruzioni con la “Anonima Società Tudini & Talenti” risultò fondamentale al signor Talenti al fine dello sviluppo urbanistico della sua proprietà.  Nel 1966 infine, con l’inclusione dell’area ormai urbanizzata nella IV Circoscrizione del Comune di Roma, l’amministrazione sostituì nei documenti tecnici il toponimo di Villaggio Talenti con quello di Monte Sacro Alto, indicandolo come : “la sommità urbanizzata del colle sulle cui pendici era sorta antecedentemente la Città Giardino Aniene”. Nacque così ufficialmente il quartiere. Ciò ch’è emerso dalle informazioni ricavate, a me appare come la narrazione di una delle tante speculazioni edilizie che caratterizzarono gli anni dell’Unità d’Italia e, riguardo a Roma, se ne ha una lunga lista che si dirama dallo “Scandalo della Banca Romana” al  fenomeno dei “Palazzinari” di cui si è scritto molto e filmato altrettanto (inchieste RAI e molteplici film, tra i tanti ricordo quello realizzato da Francesco Rosi dal titolo “Mani sulla città”);

malgrado ciò, il tutto è sempre rimasto nel limbo dell’ignavia italica, non si è mai approdati ad un documento ufficiale che individuasse i responsabili e mettesse fine alla storica questione. Le informazioni ricavate comunque, hanno permesso di rispondere alla mia domanda iniziale, stabilire il legame esistente tra la Tudini & Talenti ed il quartiere di Monte Sacro Alto conseguendo, con mio grande sollievo, di togliere quel fastidioso bruscolo nell’occhio.

Ora non mi disturba più, ora vedo chiaro, lo sguardo ora spazia liberamente, supera gli alti caseggiati, si posa sulla tenue linea grigia disegnata dai colli che si stagliano lontano ad incorniciare i vasti confini della mia città, è una visione ritemprante, ma offuscata da una spiacevole sensazione che cresce in me e che mi fa presagire che da oggi la visione della mia città sarà un poco meno incantata.